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20 marzo 2010
Nike Ground
Il video Nike ground 2003-2004 è la documentazione di un progetto complesso, fatto più per essere raccontato che visto. Nel 2003 un info box hi-tech compare al centro di Karlsplatz, una delle piazze storiche di Vienna. Sulle pareti esterne, la scritta: “Questa piazza verrà presto rinominata Nikeplatz. Entra per saperne di più.”
Secondo il progetto illustrato all’interno, al centro della piazza verrà eretto un gigantesco monumento: uno Swoosh lungo 36 metri e alto 18, realizzato in una speciale lega in acciaio ricoperta da una resina rossa ottenuta dalle scarpe riciclate. Un sito web, realizzato con una grafica che fa il verso al sito della multinazionale, pubblicizza il progetto online, presentandola come la prima di una serie di operazioni analoghe nelle principali capitali del mondo.
La reazione dei viennesi non si fa attendere. Confusi e preoccupati nel vedere la propria storica piazza venduta a una multinazionale senza nemmeno essere stati consultati, iniziano a intasare le caselle postali dei giornali locali e nazionali. Arriva anche la denuncia della Nike, che chiede l’immediata rimozione di ogni riferimento a materiale coperto da copyright, pena la richiesta di 78.000 euro di danni. Ma il Tribunale Commerciale di Vienna respinge l’istanza. Così il 25 gennaio 2004, infine, Nike getta la spugna.
In questo spirito l’opera degli 0100101110101101.org propone al pubblico una riflessione sull’influenza sulla nostra cultura dei brand commerciali, la loro invadenza e tutto quello che di conseguenza si genera nell’utilizzo alternativo di questi marchi, andando oltre qualsiasi restrizione imposta dalle attuali leggi sul copyright.
Eva e Franco Mattes utilizzano le tecniche della comunicazione non convenzionale per ottenere la massima resa con il minimo sforzo e sviluppare, attraverso la video-arte, argomenti politici e sociali privi di retorica. Invece di produrre opere materiali, svelano i meccanismi del sistema dell’informazione decostruendone e riorganizzandone i processi al fine di risvegliare le coscienze intorpidite.