BIBLIOGRAFIA CORSARA

Ma come si contano i downloader?


Dopo aver visto che misurare con precisione il peer-to-peer non e’ un’impresa facile, anche se non c’e’ alcun dubbio che il file sharing e’ di gran lunga l’attivita’ che genera piu’ traffico in rete, quantificare quanta gente partecipa al fenomeno e’ ancora piu’ complicato.

Il traffico internet e’ infatti un fattore oggettivo, un dato numerico che si puo’ registrare in automatico, anche se poi c’e’ il problema di come raccogliere ed aggregare una quantita’ d’informazioni davvero rappresentativa di quello che succede su un network tanto eclettico, decentrato e sterminato come internet a livello globale.

Quando si parla invece del comportamento di esseri umani le cose si fanno inevitabilmente molto piu’ fluide, perche’ bisogna ricorrere ai sondaggi a campione (cosa che introduce la possibilita’ di margini di errore), fidarsi di quello che la gente dichiara sia vero (cosa che in un comportamento ai limiti della legalita’ non puo’ essere data per scontata), e accettare che i risultati cambiano parecchio a seconda delle premesse da cui si parte (chi e’ un downloader? qualcuno che scarica sempre? o qualche volta? e che cosa?).

Prendi ad esempio il lavoro del Pew Internet and American Life Project, che e’ probabilmente lo studio longitudinale piu’ autorevole su come gli americani usano la rete, ed in particolare questo set di dati, che riassume come quell’uso si e’ evoluto nel tempo:

Pew Internet and American Life Project
“Trend Data: Usage Over Time”

La pagina di presentazione dei dati su PewInternet.org
Il set di dati completo in formato Microsoft Excel

La tabella che trovi qui sotto riepiloga la popolarita’ del downloading musicale, espressa come percentuale di risposte positive (tanto sul totale della popolazione internet americana, quanto suddivisa per fascie di eta’) alla seguente domanda:

“Hai mai scaricato file musicali sul tuo computer per
poterli ascoltare quando desideri? Lo hai fatto ieri?”
  in totale 18-29 30-49 50-64 +65 ieri
2000 lug-ago 22% 37% 19% 8% 14% 3%
2000 set-dic 24% 42% 19% 12% 12% 4%
2001 feb 29% 51% 23% 16% 9% 6%
2001 ago-set 26% 48% 23% 10% 10% 3%
2001 dec 26% 46% 21% 15% 9% 3%
2002 ott 32% 54% 29% 15% 19% 5%
2003 mag 29% 52% 27% 12% 10% 4%
2003 giu 30% 55% 26% 14% 5% 3%
2003 nov 14% 28% 13% 6% 7% 1%
2004 feb 18% 38% 13% 6% 4% 1%
2004 giu 26% 40% 15% 10% 6% 2%
2004 nov 18% 37% 15% 9% 3% 1%
2005 gen 22% 40% 18% 13% 6% 4%
2005 giu 25% 46% 22% 12% 6%
2005 dec 25% 43% 23% 14% 8% 4%
2006 feb-apr 27% 48% 26% 13% 7% 4%
2007 dec 37% 58% 40% 19% 10% 7%

Ecco, la prima impressione e’ che una fetta compresa fra un quarto e un terzo dei cibernauti Usa fanno (o hanno fatto) downloading di musica, con punte di oltre la meta’ fra i piu’ giovani.

Ma osserva il gap fra i dati di giugno e novembre 2003, quando le percentuali si dimezzano all’improvviso prima di ricominciare a salire. Da un punto di vista statistico questa e’ un’anomalia significativa, perche’ se hai fatto downloading in passato non e’ che lo puoi rinnegare pochi mesi dopo (e non e’ nemmeno plausibile pensare che la popolazione internet sia raddoppiata nello stesso periodo).

Come si spiega? Beh, basta dare un occhiata agli archivi di cronaca per notare che a fine estate 2003 la Recording Industry Association of America (Riaa) lancia una campagna anti file sharing altamente controversa, iniziando a fare causa a centinaia di downloader, una notizia che trova grande eco su tutti i mass media del paese:

Mike Snider
“Record industry fires warning shot”
Usa Today, 30 settembre 2003

Il testo integrale dell’articolo su UsaToday.com

Benny Evangelista, “RIAA pursues 80 more
Suits filed against file sharers include 2 in Bay Area”
San Francisco Chronicle, 31 ottobre 2003

Il testo integrale dell’articolo su SFGate.com

Questo dimostra che i partecipanti al sondaggio sono pronti a mentire, se pensano che potrebbero essere penalizzati, o che comunque interpretano le domande a modo loro (nel senso che e’ possibile che molta gente si sia spaventata, e abbia smesso almeno temporaneamente di scaricare, ma qui sembra anche che voglia cancellare il passato: “Hai mai scaricato…” “Io no, mai, lo giuro!”).

Il carattere fluido di queste statisitiche e’ particolarmente evidente quando la formulazione di una domanda viene cambiata nel corso del tempo, come puoi vedere in questa tabella che riassume la popolarita’ del downloading multimediale, sempre espressa come percentuale di risposte positive nel campione di Pew Internet:

“Hai mai scaricato altri tipi di file, come
videogiochi, video o foto? Lo hai fatto ieri?”
  in totale 18-29 30-49 50-64 +65 ieri
2001 ago-set 40% 52% 40% 28% 27% 5%
2001 dic 41% 49% 42% 33% 23% 4%
2003 giu 42% 52% 42% 35% 30% 6%
“Hai mai scaricato file video sul tuo computer per
poterli vedere quando desideri? Lo hai fatto ieri?”
  in totale 18-29 30-49 50-64 +65 ieri
2003 nov 13% 20% 14% 6% 8% 2%
2004 feb 15% 24% 14% 8% 6% 2%
2004 nov 14% 29% 11% 7% 7% 2%
2005 gen 15% 25% 15% 8% 8% 3%
2005 giu 18% 28% 18% 8% 3%
2005 dic 18% 30% 15% 13% 15% 3%
2006 feb-apr 19% 34% 18% 12% 8% 4%
2007 dic 27% 41% 28% 16% 13% 5%

Tu dirai: ma e’ ovvio, scaricare una foto e’ un’attivita’ molto piu’ comune e facile che scaricare un film. Eppure, da un punto di vista tecnico legale, se il detentore dei diritti dell’opera non ha specificato in altro modo, entrambi gli atti sono una violazione del copyright.

Il problema insomma e’ sempre il solito: come si definisce che cosa. E le permutazioni sono un bel rompicapo, visto che uno puo’ fare downloading anche senza usare il peer-to-peer, o puo’ usare il peer-to-peer anche senza scaricare nulla di illegale, o puo’ fare il pirata digitale e violare il copyright anche in un sacco di altri modi (copiando dagli hard drive degli amici, scaricando dai newsgroup o dai siti di file hosting, rippando dai Dvd o dallo streaming…).

Un ultimo esempio di come cambia il risultato (dimezzato!) quando si cambia la domanda (e se ti incuriosisce la ragione continua a leggere, troverai piu’ avanti una sorprendente spiegazione):

“Hai mai condiviso file dal tuo computer,
come musica, video, foto o videogiochi,
con altri ultenti online? Lo hai fatto ieri?”
  in totale 18-29 30-49 50-64 +65 ieri
2001 ago-set 25% 39% 23% 17% 12% 4%
2001 dic 28% 35% 26% 25% 20% 4%
2003 giu 28% 41% 27% 18% 11% 5%
2003 nov 20% 27% 19% 19% 16% 4%
2004 feb 23% 33% 20% 21% 12% 2%
2004 nov 24% 34% 22% 23% 13% 5%
2005 gen 24% 30% 24% 22% 17% 5%
2005 mag-giu 27% 39% 24% 22% 14%
“Hai mai scaricato o condiviso file utilizzando
programmi di file sharing peer-to-peer, come
BitTorrent o LimeWire? Lo hai fatto ieri?”
  in totale 18-29 30-49 50-64 +65 ieri
2008 mag 15% 28% 17% 7% 2% 3%

Passando all’Europa, la fonte piu’ ufficiale di dati sulla diffusione del peer-to-peer e’ Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, il governo dell’unione. Una quantificazione del fenomeno, paese per paese, si trova ad esempio in questo articolo:

Maria Smihily
“Internet usage in 2007, Households and individuals”
Eurostat Data in focus, Luxembourg, 2007

Il testo dell’articolo in formato Pdf sul portale dell’Unione europea

E queste sono le percentuali d’uso sul totale della popolazione, ordinate in una sorta di classifica continentale del downloading:

Percentuale cittadini europei
che usano network peer-to-peer
Olanda NL 24%
Lussemburgo LU 24%
Estonia EE 22%
Spagna ES 20%
Slovenia SI 20%
Svezia SE 19%
Finlandia FI 16%
Lituania LT 16%
Francia FR 14%
Gran Bretagna UK 13%
Italia IT 13%
Danimarca DK 13%
Latvia LT 13%
Polonia PL 12%
Ungheria HU 12%
Portogallo PT 11%
Belgio BE 10%
Bulgaria BG 10%
Grecia EL 9%
Austria AT 9%
Slovacchia SK 9%
Germania DE 8%
Romania RO 7%
Cipro CY 7%
Repubblica Ceca CZ 6%

Queste stime ufficiali appaiono pero’ parecchio sottodimensionate quando si confrontano con la maggioranza degli studi accademici o dei sondaggi commerciali condotti nei singoli paesi.

Nel caso della Germania, dove secondo la Ue solo un misero 8% dei cittadini userebbe il peer-to-peer, lo stessa burocrazia federale, che si presume abbia fornito a Bruxelles i dati di cui sopra, afferma che nel 2007 i downloader erano l’11% della popolazione, un dato in linea con le rilevazioni del 2005, pubblicate in questo documento dello Statistisches Bundesamt, l’istituto statistico nazionale:

Irene Kahle, Ulrike Timm
“Internetnutzung und die Aneignung von E-Skills”
Wirtschaft und Statistik, Wiesbaden, 2006

Il documento in formato Pdf sul sito dello Statistisches Bundesamt

Percentuale cittadini tedeschi
che usano network peer-to-peer
in totale 14-24 25-64 +65
11% 21% 10%

Anche dai case study presentati da Ipoque, l’azienda tedesca specializzata in apparati per l’analisi del traffico di rete, nel white paper citato per esteso in Il file sharing dilaga nel mondo, si ricava l’impressione di un incidenza piu’ alta del p2p (nonostante i numeri qui si riferiscano alle connessioni e non agli individui):

Percentuale utenze internet tedesche
che generano traffico peer-to-peer
in totale BitTorrent eDonkey Gnutella
18% 12% 8% 1%

Idem per la Francia, dove le stime europee ci dicono che il 14% della popolazione nazionale userebbe il peer-to-peer, percentuale che sale invece al 20-26% in questo sondaggio con interviste faccia a faccia condotto da TNS Sofres, una delle maggiori multinazionali della ricerca di mercato, su commissione dalla catena Metro:

“Les Français et le téléchargement illégal sur internet”
TNS Sofres/Logica, Montrouge, FR, 2009

Il sommario completo del sondaggio su TNS-Sofres.com

Percentuale cittadini francesi che hanno
scaricato contenuti dalla rete in modo illegale
  in totale 18-24 25-34 35-49 50-64 +65
Ha scaricato… 20% 57% 40% 21% 6% 1%
   musica 18% 57% 38% 19% 4% <1%
   film 13% 42% 25% 13% 3% <1%
   serie Tv 5% 22% 11% 4% 0% 0%
   videogiochi 4% 21% 5% 2% 0% 0%
Non ha scaricato ma ha utilizzato materiali scaricati da altri 6% 7% 14% 9% 2% 1%

Infine, uno degli studi piu’ recenti ed accurati sulla diffusione del downloading, e sul suo impatto sull’industria culturale, e’ stato commissionato dal governo olandese a Nederlandse Organisatie voor toegepast-natuurwetenschappelijk onderzoek (TNO), SEO Economisch Onderzoek e Instituut voor Informatierecht (IVrV). Le conclusioni dei tre istituti di ricerca si trovano in questo volume, che include non solo i risultati di un sondaggio a livello nazionale, ma anche una rassegna comparativa della letteratura tecnico scientifica internazionale sull’argomento:

Ups and downs: Economische en culturele gevolgen van file sharing voor muziek, film en games, TNO Informatie- en Communicatietechnologie, Delft, NL, 2009

La pagina di presentazione della ricerca in olandese su TNO.nl
La traduzione ufficiale inglese del documento in Pdf su IViR.nl

Percentuale utenti internet olandesi
che fanno downloading senza pagare
  in totale 14-24 25-34 35-49 50-65 +65
Downloading… 44% 66% 47% 47% 29% 15%
   musica 40% 62% 42% 43% 25% 14%
   film 13% 22% 17% 13% 5% 3%
   videogiochi 9% 21% 11% 7% 5% 1%

Se si aggiustano le cifre per rapportarle all’intera popolazione olandese, invece che alla sola utenza internet, le percentuali ovviamente scendono (il totale dei downloader passa ad esempio dal 44% al 35%), ma restano sempre piu’ alte delle stime ufficiali europee (25%) di almeno una decina di punti percentuali.

Ancora piu’ intrigante e’ questa tabella, che ci mostra come la meta’ circa dei downloader non abbia la piu’ pallida idea di quale tecnologia usa per scaricare (era possibile piu’ di una risposta):

Tecnologie usate dai downloader olandesi
come percentuale dei diversi sottogruppi
Downloader… di musica di film di videogiochi
Peer-to-peer 38% 45% 26%
Newsgroup 12% 28% 7%
Usenet 8% 19% 12%
Ftp 6% 10% 2%
Cartella condivisa 5% 2% <1%
Sito promozionale 18% 6% 17%
Non lo sa’ 48% 34% 74%

Un tale livello d’ignoranza potra’ sembrare sorprendente a chi con la tecnologia ci lavora. Ma intanto spiegherebbe benissimo perche’, nei sondaggio del Pew Internet Project, il 27% degli americani nel 2005 rispondeva affermativamente alla domanda “Hai mai condiviso file dal tuo computer, come musica, video, foto o videogiochi, con altri ultenti online?” (formulazione generica), mentre tre anni dopo solo il 15% rispondeva si’ alla domanda “Hai mai scaricato o condiviso file utilizzando programmi di file sharing peer-to-peer, come BitTorrent o LimeWire?” (formulazione piu’ tecnica).

Cosa dobbiamo concludere allora? Dopo questa carrellata infinita di numeri e percentuali? Dopo tutti i distinguo e le precisazioni? Se consideri l’insieme degli indizi raccolti, direi che ci sono almeno tre fatti che emergono con chiarezza incontrovertibile:

  1. Per quando i dati siano imprecisi, il downloading non e’ un fenomeno marginale, ma una prassi di massa, diffusa fra una fetta consistente della popolazione. La sua adozione appare tanto piu’ comune quanto piu’ una nazione gode di un’alta penetrazione di internet a banda larga fra i consumatori.
  2. Il downloading e’ ormai una parte integrale dell’esperienza quotidiana di consumo mediatico dei giovani. C’e’ un’intera generazione che non e’ mai vissuta senza l’abbondanza digitale infinita del file sharing.
  3. Anche se una bella percentuale di utenti internet appare tuttora intimidita dalla complessita’ tecnica del peer-to-peer, la sua diffusione pratica e’ percepita dal grande pubblico come un fenomeno naturale e positivo.

Su quest’ultimo punto, che mi pare assolutamente essenziale se vuoi inquadrare correttamente tutta la questione, vale la pena di citare un sondaggio particolarmente illuminante, opera di Angus Reid Strategies, la prima ditta di ricerche di mercato canadese:

“File Sharing Has Become the ‘New
Normal’ for Most Online Canadians”
Angus Reid Strategies, Toronto, 12 marzo 2009

Il sommario originale del sondaggio su AngusReidStrategies.com

E qui trovi la sintesi delle opinioni della gente, ricavata da un campione rappresentativo dell’intera utenza internet canadese:

“Quale delle seguenti frasi descrive meglio la tua opinione della gente che usa i servizi di file sharing, come Bittorrent o Limewire, per scaricare musica o film senza pagare?”
  in totale 18-34 35-54 +55
Sono utenti come tutti gli altri che fanno quello che la gente dovrebbe essere libera di fare su internet 45% 45% 45% 43%
Stanno facendo qualcosa che non dovrebbero fare ma non mi pare che sia un gran problema 27% 37% 23% 19%
Stanno facendo qualcosa che non dovrebbero fare e dovrebbero essere fermati con la tecnologia 25% 14% 29% 34%
Sono dei criminali e dovrebbero essere puniti a norma di legge. 3% 4% 3% 4%

C’e’ forse da aggiungere altro?


Lascia un commento