BIBLIOGRAFIA CORSARA

2/3 del traffico internet sono p2p


Ti stai grattando la testa un po’ perplesso? Non sei il solo… Questo e’ un dato che al primo colpo d’occhio sembra cosi’ incredibile, cosi’ improbabile, che anche molti presunti esperti non lo conoscono e paiono avere qualche difficolta’ ad accettarlo per buono.

Certo, quando si parla di statistiche relative a internet una buona dose di scetticismo e’ sempre giustificata, perche’ la rete che conosciamo oggi, essendo un “network di network”, gestiti da operatori diversi, spesso in concorrenza fra loro, senza un vertice centralizzato, e’ molto difficile da misurare con precisione.

Eppure, il mio sospetto e’ che per parecchia gente il fatto che lo scambio di file con il peer-to-peer sia di gran lunga l’attivita’ piu’ “popolare” in rete, almeno in termini di utilizzo della capacita’ di trasmissione, e’ difficile da digerire, perche’ sarebbe una conferma clamorosa che internet e’ di fatto in mano ai pirati.

(Ok, precisazione d’obbligo: il p2p e’ per definizione una tecnologia neutrale, che viene impiegata per diffondere materiali perfettamente legali, come le varie installazioni del sistema operativo Linux, o per rendere piu’ efficenti applicazioni che nulla hanno a che fare con il file-sharing, come Skype. Ma se non ci vogliamo prendere in giro, e’ altrettanto ovvio che oggi e’ utilizzata in modo preponderante per scaricare illegalmente contenuti protetti da copyright.)

Ebbene, una delle conferme piu’ autorevoli che il peer-to-peer produce la maggioranza del traffico internet viene dal lavoro di ricerca della Cisco Systems, l’azienda leader mondiale nella produzione di apparati tecnici per la rete (router, firewall, switch, ecc.), come si puo’ leggere in questo white paper:

Cisco Systems Inc., The Exabyte Era
Cisco Public Information, San Jose (CA), 2007

Nota: il documento non appare piu’ disponibile su Cisco.com
Il documento in Pdf sul sito della Hawaii Broadband Task Force

Quello studio e’ accompagnato da un volume supplementare che ne illustra in maggiore dettaglio risultati e metodologia:

Cisco Systems Inc., Global IP Traffic
Forecast and Methodology, 2006–2011

Cisco Public Information, San Jose (CA), 2007

Nota: il documento non appare piu’ disponibile su Cisco.com
Il documento in Pdf sul sito della Hawaii Broadband Task Force

Premesso che l’obiettivo della Cisco non era studiare il p2p, ne tantomeno il dilagare della pirateria, la realta’ che ci interessa salta comunque fuori, molto chiaramente, in questo grafico:

Cisco: traffico globale internet consumer

Ovviamente, per leggere correttamente l’illustrazione precedente, occorre considerare che tutte le quattro colonne di dati che stanno a destra (2008-2011) sono dei pronostici, delle stime di previsione (visto che lo studio e’ stato pubblicato nell’autunno del 2007), sulla cui correttezza nessuno puo’ mettere la mano sul fuoco.

Ma le tre colonne di sinistra (2005-2007) sono elaborate dai dati che l’azienda ha raccolto sul campo, grazie alla sua relazione di fornitore di hardware con praticamente ogni internet service provider del mondo. E se li guardiamo in forma numerica, il ruolo dominante del peer-to-peer e’ induscutibile:

  2005 2006 2007
Peer-to-peer 1.060226 1.329.770 1.772.403
Web, FTP, Email 362.084 505.996 692.812
Videogiochi 66.844 91.943 133.367
Videoconferenze 11.629 15.575 24.932
Telefonia VoIP 10.965 23.035 39.339
Video via PC 53.074 174.427 484.027
Video via TV 0 12.727 110.692
Totale 1.564.822 2.153.473 3.257.572

Qui trovi invece la stessa suddivisione, ma espressa in percentuale:

  2005 2006 2007
Peer-to-peer 68% 62% 55%
Web, FTP, Email 23% 23% 21%
Videogiochi 4% 4% 4%
Videoconferenze 1% 1% 1%
Telefonia VoIP 1% 1% 1%
Video via PC 3% 8% 15%
Video via TV 0% 1% 3%
Totale 100% 100% 100%

Per onore della precisione, ci sono un paio d’importanti obiezioni da considerare. La prima e’ che stiamo parlando di internet consumer, ovvero di quello che avviene sulle Dsl a livello di utenza domestica (piu’ universita’ e internet point). La Cisco non ci offre una simile suddivisione dei dati per il segmento business, dove si puo’ immaginare che l’incidenza del p2p sia minore, abbassando di conseguenza la media generale. Ma ci dice pero’ che il mercato consumer ha superato di slancio quello business, e che il consenso degli analisti e’ che continuera’ a crescere molto piu’ velocemente:

Cisco: traffico globale protocollo IP

La seconda e’ invece l’osservazione che il p2p, pur continuando a crescere a ritmo galoppante in termini di valori assoluti, appare decisamente in calo come percentuale del traffico totale.

Dire quindi che oggi, a fine 2009, due terzi del traffico internet sono generati dal peer-to-peer e’ probabilemte un po’ esagerato, anche se un anno e mezzo fa’, quando stavo lavorando a La baia dei pirati, quell’ordine di grandezza mi e’ stato confermato per l’Italia da Joy Marino, presidente del Mix (il nodo d’interscambio dati fra tutti gli internet service provider italiani), e Paolo Nuti, fondatore di Mc-Link (e uno dei pionieri di internet nel nostro paese).

Ok: ammettiamo pure che il p2p sia sceso da due terzi del traffico internet a meta’ o anche meno. Cambia veramente qualcosa? A mio parere no: il p2p e’ ed e’ destinato a restare l’attivita’ di gran lunga piu’ popolare in rete. Anzi, se guardi bene i numeri, dovresti notare che il suo calo relativo in termini percentuali e’ dovuto all’emergere di una nuova modalita’ di consumo, ovvero la distribuzione di video (film e programmi Tv) in streaming gratuito.

In altre parole: all’offerta gratuita dei pirati, che usa come canale di distribuzione il p2p, oggi si sta cominciando ad affiancare un’offerta gratuita legale, che usa lo streaming con supporto pubblicitario (tipo YouTube o Hulu). Per le multinazionali del copyright incassare pochi spiccioli in questo modo e’ certo meglio che non incassare nulla con i pirati. Ma non e’ una scelta voluta. E’ una ritirata. Vuol dire che i pirati stanno vincendo. Vuol dire che i prezzi dei contenuti stanno crollando verso la loro soglia naturale nel digitale: zero.


Un commento
2/3 del traffico internet sono p2p

  1. smokher scrive:

    il fatto che i “documenti” non siano piu’ disponibili sul sito della cisco, e’ indice che anche loro, si sono resi conto di aver preso una bufala gigantesca, come altri… hanno sbagliato le previsioni. Continuare ad affermare che il traffico p2p rappresenta i 2/3 del taffico mondiale non e’ corretto, perche’ semplicemete falso… la ricerca puo’ aver volore storico se contestualizzata in quel periodo, oggi quei dati non hanno nessun fondamento….

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