I pirati invocano Gutemberg
24 agosto 2009 |
Tutti sanno che Johannes Gutenberg è l’orafo tedesco che nel ‘400 inventò la stampa a caratteri mobili (o meglio fu il primo ad usarla in Europa: cinesi e coreani conoscevano quella tecnologia da secoli), dando il via all’era della riproduzione meccanica del libro.
Quando i giovani pirati di oggi invocano il suo nome, sostenendo che l’avvento dell’internet segna una svolta di portata simile, non hanno però in mente il semplice risultato pratico di quell’invenzione (che abbassò drasticamente il costo dei libri rispetto all’era degli scribi), ma tutta quell’incredibile catena di radicali trasformazioni sociali, culturali e politiche che una piu’ ampia diffusione del sapere (l’effetto collaterale della nuova tecnica tipografica) mise in moto.
Di nuovo: i termini generali della storia sono ben noti. Senza la macchina di Gutemberg (che debutta proprio con l’edizione di una Bibbia) e’ difficile immaginare l’emergere della Riforma protestante, la rapida diffusione di una modalita’ di pensiero tanto radicale per i suoi tempi come il Rinascimento, la codifica dei principi e dei metodi della Rivoluzione scientifica, e quindi l’impatto della Rivoluzione industriale, il successo dell’ideale dell’emancipazione di tutti gli esseri umani, la democrazia, il libero mercato.
Il saggio piu’ famoso, per capire il ruolo centrale della macchina da stampa nel plasmare il mondo in cui oggi viviamo, e’ sicuramente quello scritto da filosofo canadese Marshall McLuhan:
Marshall McLuhan
The Gutenberg Galaxy: The Making of Typographic Man
University of Toronto Press, 1962
La scheda bibliografica su WorldCat.org
La preview del libro su Google Books
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Da allora la ricerca accademica sul tema ha fatto enormi progressi, andando ben oltre certi generalizzazioni ad effetto tipiche del lavoro di McLuhan. Una delle analisi piu’ dettagliate su come la diffusione del libro abbia influenzato il pensiero del Rinascimento, l’emergere della Riforma protestante e i metodi della Rivoluzione scientifica, ci e’ offerta in questo volume monumentale (oltre 750 pagine!) che gia’ e’ considerato un classico fra gli addetti ai lavori:
Elizabeth L. Eisenstein
The Printing Press as an Agent of Change
Cambridge University Press, 1980
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Per una lettura meno impegnativa, ma altrettanto affascinante, che passa in rassegna l’intera storia dei media, cosi’ come si sviluppa appunto dall’invenzione di Gutemberg, c’e’ invece questo ottimo compendio di due storici inglesi:
Asa Briggs, Peter Burke
A Social History of the Media:
From Gutenberg to the Internet
Polity Press, Cambridge, 2002
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A te tutto questo suona un po’ troppo astratto e accademico? Ok, ma se vuoi capire davvero il parallelo che ci presentano i pirati uno sguardo al passato con il grandangolo e’ indispensabile.
Gutemberg, dopo tutto, non rese certo il sapere accessibile a tutti. Eppure il solo fatto di averne strappato il monopolio alle gerarchie ecclesiastiche e alle aristocrazie feudali, permettendone la diffusione fra un’elite molto piu’ ampia (la futura borghesia istruita), e’ stato sufficente a rivoluzionare il nostro modo di vivere e di pensare.
Oggi, dopo un decennio di peer-to-peer (e di violazione di massa delle norme sul diritto d’autore), dovrebbe essere altrettanto chiaro che internet ci offre l’opportunita’ di fare un balzo avanti ancora piu’ stupefacente. Che ci piaccia o no, i pirati hanno dimostrato che le reti sono capaci di garantire una circolazione istantanea, globale, e praticamente gratuita di qualsiasi prodotto dell’ingegno umano.
I possibili effetti collaterali? Se torniamo all’esempio di Gutemberg, possiamo solo umilmente concludere che saranno cosi’ rivoluzionari che al momento restano inimmaginabili. Ma dobbiamo per questo averne paura? Criminalizzare l’uso di queste tecnologie? Come ci chiedono tutte le major, le etichette discografiche, gli intermediari che pirateria mette in crisi? Beh, anche la macchina da stampa fu’ bollata all’inizio come uno strumento del diavolo. E oggi lo spettro di un Belzebu’ armato di libri ci fa solo sbellicare dal ridere…
Ciao Luca, di questa pagina è bellissima anche la grafica!