Controllo totale? E lo “spam”?
24 agosto 2009 |
Quando sento gli esperti pontificare che i pirati non hanno futuro, perche’ il controllo di governi e multinazionali sulla rete e’ sempre piu’ capillare, a me viene subito in mente lo spam, il fenomeno della pubblicità spazzatura che infesta le nostre caselle di email.
Pensaci: lo spam non piace a nessuno. E’ un’immensa scocciatura tanto per gli utenti comuni quanto per gli ingegneri che gestiscono le reti. Non ha difensori. Eppure non si riesce a eradicare. Come sicuramente sai benissimo di persona. Come e’ stato analizzato in una miriade di studi tecnici e articoli divulgativi. E come racconta in modo particolarmente spassoso questa maxi inchiesta:
Michael Specter
“Damn Spam: The Losing War on Junk Email”
The New Yorker, 6 agosto 2007
Il testo integrale dell’articolo su NewYorker.com
Preferisci la forza dei numeri grezzi? Una delle fonti piu’ autorevoli di dati statistici sull’evoluzione dello spam è il Messaging Anti-Abuse Working Group (Maawg), un consorzio di provider internet e gestori di network su scala globale, che pubblica sul suo sito un rapporto trimestrale di analisi dettagliata:
Messaging Anti-Abuse Working Group
“Email metrics reports”, maawg.org
Ecco: da quei numeri si ricava fra l’altro che oggi l’ottantacinque per cento di tutto il traffico email è generato da messaggi spazzatura.

E’ questo il controllo totale di cui stiamo parlando? E se a malapena riusciamo ad arginare lo spam, che e’ cosi’ odiato, come si puo’ pensare che fermare la pirateria sia una cosa piu’ facile? Con tutti i milioni di file-sharer che ci stanno dietro? Con l’entusiasmo ribelle e l’inventiva tecnica che anima i suoi sostenitori? Come minimo questa e’ una guerra di lungo respiro. E senza garanzie di vittoria….