20 marzo 2010
Ampio servizio di Monia Cappuccini sulla Festa dei pirati.
“Party for your right to fight” cantavano i Beastie Boys in un rap del secolo scorso, quando internet era roba per neofiti e non una realtà di largo consumo come oggi. “Festeggia il tuo diritto a lottare”, era il loro messaggio. Esattamente ciò che si apprestano a fare oggi i “pirati della rete” al teatro Capranica di Roma, in occasione del secondo appuntamento italiano promosso dall’associazione Partito pirata.
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“La festa dei pirati” è il nome dell’appuntamento, da non perdere per tutti gli smanettoni del pc, per i patiti del peer-to-peer, per i promotori del file sharing e del no-copyright, ma non solo.
Dalle 11 di mattina, e fino a notte fonda, a due passi da Montecitorio si parlerà di libertà in rete, delle misure adottate dal governo in materia di regolamentazione di internet (decreti Bondi e Romani), delle nuove possibilità aperte dai social network, di produzioni indipendenti e di grandi monopoli mediatici. In poche parole, di libera condivisione dei beni intellettuali e dei saperi in aperto contrasto con le leggi che attualmente regolano il diritto d’autore.
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