18 marzo 2010
Articolo di anticipazione, a cura di Hanay Raja, sulla seconda Festa dei pirati. Particolarmente intrigante perche’ contiene il debutto pubblico di Martino Blissetto, come portavoce e polemista pirata…
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POLEMICHE – L’iniziativa nel suo lato bipartisan ha già acceso le polemiche e «lascia sbigottito» Tullio Camiglieri, coordinatore del centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà d’informazione: «A quando il partito dei furti con destrezza o l’associazione degli amici dello sballo legalizzato?». Camiglieri è stupito dal fatto che alla manifestazione abbiano aderito «anche deputati del nostro Parlamento, sarebbe più utile se questi nostri rappresentanti pensassero a tutelare responsabilmente l’industria culturale italiana saccheggiata quotidianamente dalla pirateria online. Centinaia di migliaia di persone impiegate nel cinema, nell’editoria, nei giornali e nell’industria musicale rischiano il loro posto di lavoro. Senza i ricavi non ci saranno più investimenti e non avrà più senso destinare risorse economiche alla realizzazione di un film, di un documentario, di un nuovo giornale o di una produzione musicale».
RIVOLUZIONE INFORMATICA – Non mancano le risposte, questa volta ci pensa Martino Blissetto, di SharingIsCaring: «Ci sentiamo feriti dalla dichiarazione del nostro caro amico Camiglieri, il nostro intento è sempre stato di utilizzare la rete per remixare, diffondere e condividere le opere dell’ingegno umano. Noi aiutiamo gli autori, mostrando come internet possa costituire un’occasione straordinaria anche per loro». E aggiunge: «Come padre ho sempre tentato di insegnare ai miei figli l’amore per il prossimo e la condivisione delle gioie del sapere, e perciò non mi piace essere paragonato a un ladro o a uno sballato. Ci dispiace molto che Camiglieri non capisca il valore della rivoluzione digitale che è in corso: le contrapposizioni sono completamente inutili e le sue critiche sono ingiuste e obsolete. Sarebbe auspicabile invece cooperare per il bene comune e per un libero accesso alla conoscenza delle nuove generazioni».