5 ottobre 2009 |
Uno dei preconcetti piu’ duri a morire, quando si parla di proprieta’ intellettuale, e’ l’idea che senza copyright l’arte e la creativita’ non potrebbero sopravvivere. In realta’ ci sono valanghe di studi dotti e ponderosi che dimostrano esattamente tutto il contrario, come puoi leggere in tante altre pagine di questo sito. Ma qualche volta, come dice il proverbio, un’immagine vale piu’ di mille parole.
Ed e’ per questo che ti invito a dare un’occhiata alla foto che segue:

Di cosa si tratta? Di un pezzo d’osso cavo, finemente lavorato, con cinque fori, scoperto in una caverna della Germania (la Hohle Fels nei pressi di Ulm) da un gruppo di archeologhi dell’Universita’ di Tubingen, che non poteva avere altra funzione che quella di un flauto musicale. Il bello e’ che, secondo le analisi di due autorevoli laboratori indipendenti, pubblicate nel corso dell’estate dalla rivista scientifica Nature, quell’oggetto e’ vecchio almeno di 35.000 anni, ovvero e’ lo strumento musicale piu’ antico mai scoperto finora.
Ecco, rifletti un attimo: il copyright esiste da poco piu’ di un paio di secoli. La musica, secondo questa scoperta, e’ invece un’attivita’ che l’Homo sapiens pratica da almeno 350 secoli. E se a quanto pare ha continuato a fiorire per decine di migliaia di anni, prima che qualcuno si prendesse la briga di sancire che un’opera d’ingegno puo’ essere oggetto di proprieta’, con quale logica si puo’ pensare che scomparirebbe senza il copyright?