15 settembre 2009 |
L’Assemblea nazionale, ovvero la camera del parlamento francese, ha approvato oggi una nuova versione dell’ormai celeberrima legge Hadopi, il provvedimento contro il file-sharing di materiali protetti da copyright, che prevede il taglio della connessione internet dopo due avvisi ai downloader recidivi.
La legge, fortemente voluta dal presidente Nicolas Sarkozy e dal suo ministro della cultura Frederic Mitterand, e’ passata con 285 voti a favore e 225 contrari. Una versione simile era stata approvata dal Senato a luglio, e i due provvedimenti attendono adesso di essere riconciliati da un apposito comitato parlamentare, l’ultimo adempimento formale prima della loro entrata in vigore.
Grande soddisfazione ovviamente fra le multinazionali del copyright, che dopo aver tentato per anni senza successo di bloccare il boom del downloading, citando ad esempio in giudizio decine di migliaia di cittadini americani, negli ultimi anni hanno cambiato strategia, puntando apertamente sui tribunali e sui parlamenti europei per far passare il principio che spetta ai provider bloccare il file-sharing.
“E’ estremamente urgente”, ha dichiarato fra gli altri David El Sayegh, direttore dell’associazione degli editori musicali, “avere delle regole per internet che rendano gli utenti responsabili.”
Ancora piu’ interessante la reazione pubblica del ministro Mitterand, che ha proclamato addirittura l’inizio di una nuova era: “Gli artisti ricorderanno che abbiamo finalmente avuto il coraggio di rompere con l’atteggiamento di laissez-faire e proteggere i loro diritti dalla gente che vorrebbe trasformare internet in un’utopia libertaria”.
Uhm, e se internet libera al ministro non piace, che alternativa vuole imporre ai suoi cittadini? Il testo della legge prevede la formazione di una nuova agenzia governativa (chiamata Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet, da cui l’acronimo Hadopi), con il potere di monitorare le connessioni internet, e di inviare una serie di avvisi ai trasgressori segnalati dai titolari dei diritti d’autore – il primo per email, il secondo per lettera raccomandata – fino al taglio del collegamento alla rete da due mesi ad un anno, con l’opzione di forti multe e persino la galera.
Nemmeno i genitori dei minori beccati a scaricare canzonette dal Pc di casa saranno esenti dalle sanzioni, cosi’ come chiunque, anche senza rendersene conto, mettesse a disposizione di un pirata la sua connessione. La legge prevede il taglio del collegamento fino a un mese, e multe fino a 3750 euro, anche per loro.
Suona come uno scenario fra l’incredibile e il surreale? Secondo l’agenzia Associated Press il ministro della cultura francese avrebbe gia’ stimato che, appena l’Hadopi entrera’ a pieno regime, potrebbe portare al taglio di 1000 connessioni al giorno. Moltiplica per i trenta giorni di un mese e stiamo parlando di decine di migliaia di utenti a rischio di punizione, moltiplica per i 365 giorni di un anno e siamo nell’ordine delle centinaia di migliaia.
Viene quindi da chiedersi: e’ possibile immaginare che il governo voglia veramente scatenare un conflitto del genere? Come si puo’ pensare che una simile mole di elettori se ne stia zitta e buona? Non saremo forse di fronte a pronunciamenti di pura propaganda, tesi a spaventare i downloader meno informati, per provocare un calo statistico nel traffico peer-to-peer, e quindi cantare vittoria?
Gli esperti d’informatica scuotono infatti la testa, prenosticando che una simile caccia alle streghe contro il file-sharing promuovera’ solo l’emergere di nuove tecnologie di condivisione piu’ anonime, assieme alla migrazione della pirateria verso sistemi di streaming ospitati in paesi stranieri con leggi piu’ permissive.
Intanto, all’inizio di settembre il Parti Pirate (il neo Partito pirata francese) ha presentato due giovanissimi (Maxime Rouquet, 23 anni, e Laurent Le Besnerais, 33) come candidati nell’elezione speciale per occupare alcuni seggi parlamentari vacanti. Riuscira’ la rabbia dei cibernauti contro l’Hadopi a catapultarli all’Assemblea nazionale? Lo sapremo presto: la prima tornata di voto e’ in calendario per il 20 settembre, l’eventuale ballottaggio per il 27.