1 aprile 2009
Intervista a Luca Neri su La baia dei pirati, a cura di Laura Ferrari.
L’articolo completo su Virgilio.it
Un brano dell’intervista:
Il Copyright avrebbe dunque fatto il suo tempo?
Certamente. Tutto sommato è un’invenzione piuttosto recente, un paio di secoli, prima dei quali non possiamo certo negare l’esistenza di arte e di cultura. Nasce con l’avvento, in era industriale, della riproducibilità tecnica delle opere e con l’esigenza di una loro distribuzione più vasta. Qui nasce la necessità di una figura che si ponga come intermediatore tra l’autore e il fruitore, in grado di disporre di notevoli investimenti per rendere accessibile il prodotto fisico dell’opera a una grande pubblico.
Oggi pigiando un bottone posso spedire un file a milioni di persone nel mondo senza spendere un euro.
…Ma il Copyright tutela anche i diritti dell’autore
Non confondiamo il benessere dell’autore con quello di distributori, major e altri intermediari. Nel mondo della musica, ad esempio – si calcola che siano 40 miliardi i brani musicali scaricati ogni anno – la spesa dei consumatori non è diminuita, si è solo spostata verso altri prodotti: concerti, gadget, strumentazione…
E’ bene tener presente, inoltre, che su un prodotto come un Cd, gli autori intascano il 5% – 10% del suo prezzo, mentre da un concerto ricavano il 50% degli incassi.
E’ poi vero che il download sta scardinando un sistema economico. Occorre trovare altri meccanismi, che tengano conto dei tempi. Anche quando è stata inventata la luce elettrica, i produttori di candele hanno dovuto chiudere bottega. O inventarsi qualcosa di nuovo.