Quotidiano Nazionale:
In festa i pirati della rete


Intervista a Luca Neri, a cura di Leonardo Sturiale, sul libro La baia dei pirati, Assalto al copyright e sulla “Festa dei pirati”. Pubblicata su Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno.

Il ritaglio dell’articolo completo da Quotidiano Nazionale



Un brano dell’intervista:

Quanto e’ grande il fenomeno “pirateria”?

Due terzi dell’intero traffico Internet e’ generato dal protocollo “peer-to-peer”, ovvero da “pari-a-pari”, il tipo di tecnologia preferito per scaricare i file musicali. Secondo una ricerca britannica del 2008, il 95 per cento dei ragazzi inglesi ha copiato musica illegalmente.

E’ possibile arrestare questo genere di tecnologia?

Solo con misure molto drastiche di controllo e censura delle reti. Lo hanno fatto i regimi totalitari, come in Cina o nei paesi arabi, per oscurare i siti scomodi.

In Italia non potrebbe succedere?

In realta’ e’ successo qualche mese fa proprio a The Pirate Bay, che ha subito un sequestro giudiziario “sui generis”, visto che il sito si trovava in Svezia, con un oscuramento sulla Rete. Ne e’ nato un vero vespaio di cui si sono occupati, una volta tanto, anche i media tradizionali. [...]

Per lei sono colpevoli o innocenti?

Pirata informatico non vuol dire ladro. Si rubano gli oggetti, le cose materiali. Le idee non si rubano, si comunicano, circolano: quindi la proprieta’ intellettuale e’ cosa ben diversa dalla proprieta’ fisica. Gli svedesi di Pirate Bay sono convinti di essere parte di una rivoluzione tecnologica, sociale e culturale. Il fatto che oggi l’intrattenimento e il sapere possano essere distribuiti in modo istantaneo, gratuito e globale dovrebbe essere visto come un’opportunita’ per la creaivita’ e lo sviluppo. Non come un reato.


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